4^ Domenica di Quaresima

4^ Domenica di Quaresima

27 Marzo 2022

UN CUORE NUOVO
PER UN MONDO NUOVO

Il Vangelo ci fa rivivere l’esperienza del figlio che si disperde nella falsità dei sogni che illudono;
l’esperienza del padre che attende con pazienza e accoglie con misericordia;
l’esperienza del fratello, dominato da una giustizia solitaria e non misericordiosa.
In qualche modo ci possiamo ritrovare in ciascuna di queste persone.
Lasciamoci dominare dalla figura del Padre, rinnovando la nostra fiducia e speranza in Lui.
Domandiamo che la sua accoglienza e misericordia diventi anche nostra,
per rinnovare il volto della nostra famiglia, della comunità, della Chiesa e del mondo.

Il cammino della Quaresima 

A livello Vicariale vengono proposte le
Stazioni Quaresimali

Martedì 5 aprile
ore 21,00 a Rosolina Mare

“Chiamati alla pienezza dell’Amore”
preparazione alla celebrazione
della Riconciliazione.

La porticina del Tabernacolo

 della Chiesa di San Bartolomeo,
per l’usura del tempo,
necessita di un restauro.
Ringraziamo di cuore
chi desidera collaborare
per quest’opera della nostra Chiesa.

*****

Caritas interparrocchiale
di Porto Viro

organizza un incontro di formazione
martedì 29/03 alle ore 20,45
presso le nostre opere parrocchiali

Nelle domeniche di Quaresima,
alle ore 20,30
ci diamo ancora appuntamento
presso le Clarisse, per chiedere
e supplicare il dono della pace.
Confidiamo nella potente intercessione
della Vergine Maria, Regina della pace,
Madre di Gesù, nostra pace e nostra vita!
Pregheremo a volte con i Salmi a volte con il Rosario, facendoci voce di ogni fratello e sorella che in ogni parte della terra sperimenta odio e violenza.

 Il padre misericordioso

Il vangelo presenta una delle pagine più belle del terzo vangelo: la parabola del padre misericordioso, raccontata da Gesù in risposta a coloro che lo criticavano per il suo atteggiamento di accoglienza verso i peccatori. Ogni volta che cadiamo nel peccato facciamo anche noi l’esperienza del figlio prodigo, una esperienza di allontanamento da Dio. Rifiutiamo la sua paternità, ci sentiamo in grado di fare da soli. Ci illudiamo di poter essere veramente liberi, mentre in realtà diventiamo schiavi di noi stessi, dei nostri beni, della mentalità comune che giustifica tutto e tutti perché «tutti fanno così». Oggi, il Signore ci invita a ritornare a lui, per essere da lui accolti e rinnovati, per sperimentare la gioia di essere suoi figli. Figli veramente liberi da ogni compromesso con il male; liberi di costruire in pienezza la nostra esistenza continuando a camminare sulla via della Vita.
Confrontandoci con il figlio maggiore della parabola dobbiamo riconoscere che anche noi, spesso, siamo come lui: obbediamo a Dio, ma lo sentiamo come un tiranno; osserviamo la sua Legge, ma facendo solo il minimo indispensabile; lo invochiamo nella preghiera, ma solo per chiedere aiuto e mai (o quasi mai) per dire grazie. Se siamo così, il Signore ha qualcosa da dire anche a noi: ci chiama «figli», affinché non ci dimentichiamo che lui è nostro Padre e non il nostro padrone; ci ricorda che «noi siamo sempre con lui» e ci esorta a vivere uniti a lui; ci dice che «tutto ciò che è suo è anche nostro», perché siamo davvero suoi figli e ha a cuore il nostro bene e la nostra felicità. E, se siamo figli di un solo Padre, siamo anche fratelli fra noi, e quindi non dobbiamo rinnegare chi sbaglia, ma accoglierlo come un fratello, per riconoscerci, come lui, peccatori perdonati dal Padre e per fare festa con lui, che era morto ed è tornato in vita.
Noi a chi rassomigliamo? Al figlio minore, al maggiore o a tutti e due? Un dato è certo, ed è il messaggio centrale della parabola: Dio è buono, è misericordioso, non chiude mai la porta, la lascia socchiusa, attende il peccatore e ne festeggia il ritorno!

d.G.

DARE UN’ANIMA ALL’EUROPA

Tre rimbalzi in una settimana. Tre incontri che gettano nuove sementi nel cuore di una primavera straziata. Si comincia appunto il 21 marzo con la Veglia ecumenica per la pace, in una cattedrale invasa dal silenzio, pervasa dalle voci dei lettori e dei testimoni, percossa dal canto di Padre Michele, convinta dalla parola del vescovo Giampaolo. In seconda battuta, giovedì 24 la serata di preghiera con i missionari martiri.
Per ultimo, nel giorno dell’Annunciazione, tutti attorno a Papa Francesco che consacra al Cuore Immacolato di Maria Russia, Ucraina e l’intero mondo.
Che cosa abbiamo da fare dunque per questa umanità ferita dalla guerra, dilaniata dall’inganno e dalle contese? Le persone in fuga dall’Ucraina entrano nelle nostre case accanto alle donne che già assistono i nostri anziani e nelle scuole i nuovi bambini imparano il nostro alfabeto.
L’Ucraina è vicina. Le immagini degli edifici sventrati e delle piazze distrutte, dei volti arrossati dal freddo e dal pianto, soppiantano la delusione dell’Italia che perde i mondiali. Sentiamo nostro il disastro di questa guerra.
Eppure è appena un tassello di una guerra mondiale a pezzi. Dopo il passato delle guerre mondiali, delle violenze coloniali che hanno depredato intere civiltà, della disastrosa ‘esportazione della democrazia’ in varie parti del mondo, oggi si contano a decine le guerre che incendiano e opprimono paesi dell’Asia e dell’Africa e dell’America Latina, che uccidono e imprigionano la libertà e devastano l’ambiente.
Che cosa possiamo fare dunque? In una Europa che programmaticamente ha deciso di privarsi della sua anima, riducendosi allo scheletro dell’economia e dell’energia, possiamo donare il nuovo respiro della preghiera, la nuova speranza dei figli di Dio, il nuovo calore della fraternità cristiana. Possiamo domandare al Padre l’abbraccio di misericordia, allo Spirito di Dio il soffio di vita nuova, al Medico celeste il massaggio che risveglia il battito del cuore.
Per ridonare all’Europa l’anima che ha perduto.
Che cosa possiamo fare dunque? Possiamo fare i cristiani, possiamo essere cristiani.
Perché l’Europa viva, perché il mondo ritrovi la pace.


3^ Domenica di Quaresima

3^ Domenica di Quaresima

20 Marzo 2022

CAMMINO DI CONVERSIONE E DI PACE

Dio si rivela come salvatore.
Prende l’iniziativa chiamando Mosè a liberare il suo popolo.
Manda a noi il Figlio Gesù, con tutta pazienza e misericordia.
Ogni giorno il Signore ci accompagna nel cammino della conversione.
Viviamo senza lasciarci opprimere dalle cattive notizie di mali e di guerre, ma accogliendo il dono della speranza, fedeli al nostro compito quotidiano, aperti alla carità e accoglienza.
Per ricominciare nuovamente, lasciamoci abbracciare dalla sua misericordia nel sacramento della confessione.
Il mondo nuovo comincia con la nostra conversione.

Nelle domeniche di Quaresima, alle ore 20,30 ci diamo ancora appuntamento
presso le Clarisse, per chiedere e supplicare il dono della pace.
Confidiamo nella potente intercessione della Vergine Maria,
Regina della pace, Madre di Gesù, nostra pace e nostra vita!
Pregheremo a volte con i Salmi a volte con il Rosario, facendoci voce
di ogni fratello e sorella che in ogni parte della terra sperimenta odio e violenza.

Il cammino della Quaresima 

A livello Vicariale vengono proposte le
Stazioni Quaresimali

Martedì 22 marzo
ore 21,00 a Scalon
“Siate di  quelli che mettono in pratica
la Parola, e non ascoltatori soltanto,
illudendo voi stessi”
Vescovo Giampaolo Dianin.

*****

Martedì 5 aprile
ore 21,00 a Rosolina Mare

“Chiamati alla pienezza dell’Amore”
preparazione alla celebrazione
della Riconciliazione.

Incontro con genitori dei ragazzi
di 1^ media e 5^ elementare

Martedì 22 Marzo
dalle ore 18,30 alle ore 19,30
nella sala maggiore
delle opere parrocchiali.

*****

Al venerdì, prima della messa, alle 17,30
celebriamo in Chiesa, la Via Crucis.

Venerdì 25 Marzo
festa della Annunciazione del Signore,
faremo anche la
consacrazione al
Cuore Immacolato di Maria.

Padrone, lascialo ancora quest’anno

Il vangelo ricorda due fatti di cronaca. Alcuni Galilei avevano organizzato una rivolta contro i romani e per sfuggire alla cattura si erano rifugiati nel Tempio. I soldati romani, su ordine di Pilato, li avevano inseguiti, catturati e uccisi nei piazzali del Tempio, mescolando il loro sangue con quello degli animali offerti in sacrificio. Qualche tempo prima nei pressi della piscina di Siloe era crollata improvvisamente una torre e aveva ucciso diciotto operai. La gente ragionava così: se questi uomini sono morti in modo così violento e/o improvviso, significa che erano dei peccatori, per questo Dio li ha puniti. Gesù invece afferma che questi fatti non sono un castigo per i morti, ma un appello alla vigilanza e alla conversione per i vivi: Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. Non è vero che quegli uomini fossero particolarmente meritevoli di essere puniti, né è certo che Dio abbia voluto colpirli direttamente. Ciò che non lascia spazio a dubbi è che queste disgrazie improvvise possono capitare, e che l’unico atteggiamento intelligente, per chi ha fede, è vivere nella vigilanza, perché la vita è appesa a un filo che si può spezzare un qualunque momento.
Questo invito alla vigilanza e alla conversione è ribadito dalla parabola del fico sterile. Il centro della parabola è costituito dal dialogo tra il padrone e il contadino. Il padrone è convinto che ormai quell’albero occupi inutilmente dello spazio utile; il contadino al contrario pensa alla fatica che ha fatto e alla speranza che ha riposto su quella pianta, e chiede ancora un anno di tempo per vedere se darà frutti. Il fico è immagine dell’uomo, il contadino rappresenta invece il Signore che ci dona ancora un po’ di tempo; quel tempo che è l’intero arco della nostra vita, che va vissuta come momento favorevole per la nostra conversione, come momento propizio per una rinnovata adesione a Dio e alla sua volontà. Il tempo concesso, un solo anno, sottolinea l’urgenza della conversione e la necessità che la decisione non venga ulteriormente rimandata. Dio è paziente, ma non dobbiamo abusare della sua pazienza.
La Quaresima è il tempo adatto per una revisione profonda della nostra vita, per verificare la mèta verso la quale siamo diretti e, se necessario, per cambiare direzione.

d.G.

Venerdì 25 marzo, durante la celebrazione della Penitenza che presiederà alle 17 nella Basilica di San Pietro, Papa Francesco consacrerà al Cuore immacolato di Maria la Russia e l’Ucraina.

A Vatican News l’arcivescovo dell’arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, monsignor Paolo Pezzi, sottolinea che questo atto di consacrazione è un invito ad accendere la fiammella della speranza in un momento buio. Il significato di questa consacrazione, aggiunge monsignor Pezzi, è quello “di convertire i nostri cuori a Cristo”.

Il Papa ha deciso di rimettere tutto nelle mani di Maria. Cosa significa questo     affidamento alla Madonna?

È un periodo buio. Di cosa c’è bisogno quando c’è il buio? C’è bisogno di luci, almeno di fiammelle. La consacrazione è un invito ad accendere questa fiammella di speranza che non si è mai sopita nel nostro cuore, che non è mai sopita. Questo è anche il significato per cui il Papa può, con libertà e con forza, rivolgersi a tutta la Chiesa e chiedere, in particolare, che queste fiammelle di speranza si riaccendano nei popoli di Russia e Ucraina.

Quale è il senso e il significato di questo atto che Francesco compirà il 25 marzo a Roma, mentre a Fatima farà altrettanto il cardinale Krajewski?

Penso che sia un significato molto simbolico ed esortativo. Intanto, mi sembra significativo di per sé che il Papa abbia scelto di fare questa consacrazione sia a Roma sia a Fatima. Sappiamo benissimo che nel quarto messaggio, quello di luglio del 1917, Maria parlò esplicitamente della conversione della Russia. Il significato di questa consacrazione è proprio quello di convertire i nostri cuori a Cristo, di tornare a dare il posto a Cristo nella nostra vita. Cristo è il Principe della pace, Colui che – come dice San Paolo – ha riunito i popoli divisi, li ha riuniti in sé. E sappiamo che il Cuore immacolato di Maria è esattamente il modo attraverso cui la Madonna partecipa a queste sofferenze di Cristo che continuano a vivere laddove non c’è pace, laddove non c’è amicizia tra gli uomini. In un certo senso, è come il voler consegnare questi popoli, in particolare, a ciò che di più intimo c’è nella Vergine e come specchio della Trinità potremmo dire nel cuore stesso di Dio. È come un invito a essere anche noi presi dentro questo magnete d’amore che è la croce.


2^ Domenica di Quaresima

2^ Domenica di Quaresima

13 Marzo 2022

UNA GRANDE PROMESSA

Questa seconda domenica di Quaresima ci dona una grande promessa.
Come ad Abramo, la promessa del futuro.
Come agli apostoli, la presenza del Signore piena di bellezza anche nella vita presente; la promessa della gloria finale con il Signore (2.a lettura).
Possiamo scendere dal monte e percorrere i sentieri accidentati della vita con uno sguardo illuminato e un cuore consolato.
Con questo sguardo e questo cuore viviamo le nostre giornate, aprendoci con generosità e fiducia ai fratelli vicini e a quelli che ci raggiungono da lontano.

Nelle domeniche di Quaresima, alle ore 20,30 ci diamo ancora appuntamento
presso le Clarisse, per chiedere e supplicare il dono della pace.
Confidiamo nella potente intercessione della Vergine Maria,
Regina della pace, Madre di Gesù, nostra pace e nostra vita!
Pregheremo a volte con i Salmi a volte con il Rosario, facendoci voce
di ogni fratello e sorella che in ogni parte della terra sperimenta odio e violenza.

Il cammino della Quaresima 

A livello Vicariale vengono proposte le
Stazioni Quaresimali

Martedì 22 marzo
ore 21,00 a Scalon
“Siate di  quelli che mettono in pratica
la Parola, e non ascoltatori soltanto,
illudendo voi stessi”
Vescovo Giampaolo Dianin.

*****

Martedì 5 aprile
ore 21,00 a Rosolina Mare

“Chiamati alla pienezza dell’Amore”
preparazione alla celebrazione
della Riconciliazione.

Quaresima di Carità 2022 

Su Nuova Scintilla di questa settimana
ci sono diverse indicazioni di carità
in favore dei profughi ucraini

Celebrazione dei sacramenti
dell’iniziazione cristiana
 

domenica 8 maggio alle ore 18

Il suo volto cambiò d’aspetto

La trasfigurazione di Gesù avviene pochi giorni dopo il primo annuncio della passione. I discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, scoraggiati e delusi di fronte alla prospettiva della morte violenta di Gesù, vengono sostenuti e incoraggiati da questa esperienza eccezionale, che mostra loro chi è veramente Gesù e qual è il suo vero e ultimo destino. Accanto a Gesù appaiono Mosè ed Elia, per indicare che in Gesù si realizza quanto annunciato nella Legge (Mosè) e nei profeti (Elia). Al culmine della trasfigurazione risuona la voce di Dio: Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo! La voce dalla nube invita a porsi in ascolto di Gesù, perché in lui è Dio che parla, è Dio che fa conoscere la sua volontà. La sua è una Parola che rischiara il cammino e dà senso alla vita. È una Parola che dona la vera sapienza, la capacità di cogliere il senso vero e profondo delle realtà che ci circondano.
Gesù prima della trasfigurazione si raccoglie in preghiera. È un momento di incontro con il Padre e di ricarica spirituale per ricevere la forza di portare a compimento la missione ricevuta. Questa esperienza di incontro con Dio è possibile anche per noi, se ci impegniamo a crearne le condizioni: Dio non lo si incontra nella confusione, nel rumore, nel caos, nell’attivismo frenetico delle nostre giornate, ma nel silenzio, nella quiete, nella preghiera. Il silenzio, il rientrare in noi stessi ci pone nella condizione ideale per vivere l’esperienza dell’incontro con Dio. La preghiera è un’esperienza di incontro con il Signore ma non dispensa dallo sforzo e non pone nella beata speranza dell’intervento di Dio. La preghiera – come l’episodio della trasfigurazione – ci ricarica e rimanda più agguerriti alle cose di ogni giorno, perché grazie a essa la nostra debolezza sposa la forza stessa di Dio. Gli ostacoli restano, siamo noi che grazie a Dio siamo cambiati e messi in grado di affrontare le difficoltà e vincerle.
Il racconto della trasfigurazione ha sullo sfondo la croce: alla gloria si arriva passando attraverso la sofferenza e la croce. Questo è stato il progetto di Dio sulla vita di Gesù, ed è anche il progetto di Dio sulla nostra vita: senza la croce, senza affrontare la vita in modo che diventi obbedienza a Dio non ci sarà trasfigurazione né risurrezione.

d.G.

Percorso di preparazione
al matrimonio: 

Contarina – San Bartolomeo

Mercoledì 16, 23, 30 marzo ore 20,45
Mercoledì 6 aprile ore 20,45

Maria
Colei che è tutta speranza

Ci sono dei giorni in cui i patroni e i santi
non bastano,
i più grandi patroni e i più grandi santi.
I patroni ordinari, i santi ordinari.
E in cui bisogna salire, salire ancora, salire sempre;
sempre più in alto, e andare e andare.
Fino all’ultima santità, l’ultima purezza,
l’ultima bellezza, il patronato ultimo.
Allora bisogna prendere il coraggio a due mani.
E rivolgersi direttamente a colei
che è al di sopra di tutto.
Essere arditi. Una volta.
Rivolgersi direttamente a colei che è infinitamente bella.
Perché anche infinitamente buona.
A colei che intercede.
La sola che possa parlare con l’autorità di una madre.
A colei che è tutta Fede e tutta Carità: perché è anche tutta Speranza.
A colei che è infinitamente celeste:
perché è anche infinitamente tra di noi.
A colei che è la madre e la regina degli angeli.
Perché è anche la madre e la regina degli uomini.
A tutte le creature manca qualcosa,
e non soltanto di non essere Creatore.
A quelle che sono carnali, lo sappiamo, manca di essere pure.
ma a quelle che sono pure, bisogna saperlo, manca d’essere carnali.
Una sola è pura essendo carnale.
Una sola è carnale insieme essendo pura.
E’ per questo che la santa vergine
non è solo la più grande benedizione
che sia caduta sulla terra.
Ma la più grande benedizione stessa
che sia scesa in tutta la creazione.
Lei non è solo la prima tra tutte le donne.
Benedetta fra tutte le donne,
lei non è solo la prima fra tutte le creature,
lei è una creatura unica,
infinitamente rara.

Charles Pèguy


Visita del nuovo Vescovo Giampaolo Dianin

Visita alla nostra parrocchia del nuovo Vescovo Giampaolo Dianin
domenica 27 Febbraio 2022

Saluto di un rappresentante l’Unità Pastorale

A nome di tutta la nostra Unità Pastorale, mi sento onorato di darle il Benvenuto fra noi, Eccellenza, e di ringraziarLa per aver accettato l’invito a questa celebrazione eucaristica, poche settimane dopo il suo ingresso nella nostra Diocesi.
Avrà modo di conoscere la geografia del nostro bel territorio, ma sicuramente oggi ha modo di cominciare a conoscere la nostra realtà composita di famiglie, adulti, anziani, giovani e ragazzi, di chi è impegnato nel condividere la crescita delle nostre parrocchie di San Bartolomeo, Cà Cappellino e Mea attraverso la propria esperienza personale in movimenti ed associazioni, impegnandosi nel Catechismo, nel Coro, nelle pulizie dei nostri ambienti, nella carità, nel partecipare con fedeltà ai momenti liturgici ed educativi proposti.
Nelle nostre piccole realtà, di fronte alla crisi delle famiglie sia economica che spirituale, all’emergenza educativa sempre più drammatica, alla mancanza della pace dei cuori che si riflette nella mancanza di pace sociale, emerge sempre più la domanda di significato; ma spesso ci si affida a risposte parziali e fuorvianti che allontano dalla via maestra indicata dal vangelo.
Durante la sua consacrazione a Vescovo, Lei ha pronunciato una bellissima frase che le è stata detta in riferimento alla sua nomina: “Questo è quello che Dio ha pensato per te..”. E’ questa consapevolezza, questo giudizio che permette ad ognuno di noi di vivere il quotidiano in comunione con Cristo e la Chiesa.
E’ solo un primo insegnamento che ci ha già dato sin dal primo giorno, e il primo passo di un cammino per la nostra Chiesa Diocesana sotto la Sua guida, che seguiremo con la preghiera e la condivisione di quanto vorrà proporci con la Sua parola e il suo insegnamento.
Di nuovo grazie Vescovo Giampaolo per essere oggi qui in mezzo a noi.

Saluto del Sindaco Dott.ssa Maura Veronese

Eccellenza, è stato un privilegio assistere alla Sua Consacrazione presso il Duomo di Padova lo scorso 16 gennaio ed è un onore porgerLe, oggi, a nome della nostra Città il benvenuto.
Porto Viro, ed in generale tutto il Delta del Po, è una Terra che non nasconde le sue contraddizioni… siamo un territorio fragile ma, al contempo, straordinariamente bello ed accogliente; siamo la Terra più giovane d’Italia per storia ma siamo inseriti nella provincia con la popolazione nazionale più anziana.
Siamo come amava descriverci uno dei cantori del Delta più illustri, Gianantonio Cibotto, il punto in cui il mare e la terra volgono verso l’Infinito. E proprio da questa Mesopotamia tra Adige e Po che si estende con ampi spazi sino al mare che, oggi, Le offro a nome della Città alcuni segni della fertilità delle nostre terre, della ricchezza dei nostri mari e dell’operosità della nostra gente.
Benvenuto ancora Eccellenza e mi permetta di dire che siamo molto fortunati ad avere in Lei un faro nella ricerca dei tesori che risiedono in ognuno di noi proprio come suggerito nella lettura di oggi.
Grazie ancora per la vicinanza alla nostra Comunità e, ovviamente, l’aspettiamo sempre tra noi tutte le volte che vorrà concederci questo privilegio.

Alcune foto di Sante Crepaldi


1^ Domenica di Quaresima

1^ Domenica di Quaresima

6 Marzo 2022

TEMPO DI UNITA’ E DI RIPRESA

La Quaresima ci ricorda la lunga storia dalla quale veniamo e il popolo al quale apparteniamo: vedi  prima lettura.
Questa storia continua nei drammi e nelle speranze del presente.
Il mondo, e ciascuno di noi è sottoposto alla tentazione del possesso dei beni, del potere, della superbia, della sfida a Dio.
Il tempo della Quaresima ci chiama ad essere uniti nella preghiera, nel digiuno, nella carità:
questa è l’opera che spetta a ciascuno e che ciascuno può fare, in unità con familiari, amici, colleghi.
Chiediamo a Dio, per noi e per tutti, la luce della mente e la semplicità del cuore per vedere il bene e per compierlo.

Messaggio del nostro Vescovo

“Grazie don Alfonso, grazie per domenica, per la bella comunità incontrata e anche per Elena”*
+ Giampaolo – vescovo

* Elena: ragazza con grossi problemi fisici a cui il vescovo ha fatto visita dopo la Messa

Visita alla nostra parrocchia del nuovo Vescovo Giampaolo Dianin domenica 27 Febbraio 

Saluto di un rappresentante l’Unità Pastorale

A nome di tutta la nostra Unità Pastorale, mi sento onorato di darle il Benvenuto fra noi, Eccellenza, e di ringraziarLa per aver accettato l’invito a questa celebrazione eucaristica, poche settimane dopo il suo ingresso nella nostra Diocesi.
Avrà modo di conoscere la geografia del nostro bel territorio, ma sicuramente oggi ha modo di cominciare a conoscere la nostra realtà composita di famiglie, adulti, anziani, giovani e ragazzi, di chi è impegnato nel condividere la crescita delle nostre parrocchie di San Bartolomeo, Cà Cappellino e Mea attraverso la propria esperienza personale in movimenti ed associazioni, impegnandosi nel Catechismo, nel Coro, nelle pulizie dei nostri ambienti, nella carità, nel partecipare con fedeltà ai momenti liturgici ed educativi proposti.
Nelle nostre piccole realtà, di fronte alla crisi delle famiglie sia economica che spirituale, all’emergenza educativa sempre più drammatica, alla mancanza della pace dei cuori che si riflette nella mancanza di pace sociale, emerge sempre più la domanda di significato; ma spesso ci si affida a risposte parziali e fuorvianti che allontano dalla via maestra indicata dal vangelo.
Durante la sua consacrazione a Vescovo, Lei ha pronunciato una bellissima frase che le è stata detta in riferimento alla sua nomina: “Questo è quello che Dio ha pensato per te..”. E’ questa consapevolezza, questo giudizio che permette ad ognuno di noi di vivere il quotidiano in comunione con Cristo e la Chiesa.
E’ solo un primo insegnamento che ci ha già dato sin dal primo giorno, e il primo passo di un cammino per la nostra Chiesa Diocesana sotto la Sua guida, che seguiremo con la preghiera e la condivisione di quanto vorrà proporci con la Sua parola e il suo insegnamento.
Di nuovo grazie Vescovo Giampaolo per essere oggi qui in mezzo a noi.

Saluto del Sindaco Dott.ssa Maura Veronese

Eccellenza, è stato un privilegio assistere alla Sua Consacrazione presso il Duomo di Padova lo scorso 16 gennaio ed è un onore porgerLe, oggi, a nome della nostra Città il benvenuto.
Porto Viro, ed in generale tutto il Delta del Po, è una Terra che non nasconde le sue contraddizioni… siamo un territorio fragile ma, al contempo, straordinariamente bello ed accogliente; siamo la Terra più giovane d’Italia per storia ma siamo inseriti nella provincia con la popolazione nazionale più anziana.
Siamo come amava descriverci uno dei cantori del Delta più illustri, Gianantonio Cibotto, il punto in cui il mare e la terra volgono verso l’Infinito. E proprio da questa Mesopotamia tra Adige e Po che si estende con ampi spazi sino al mare che, oggi, Le offro a nome della Città alcuni segni della fertilità delle nostre terre, della ricchezza dei nostri mari e dell’operosità della nostra gente.
Benvenuto ancora Eccellenza e mi permetta di dire che siamo molto fortunati ad avere in Lei un faro nella ricerca dei tesori che risiedono in ognuno di noi proprio come suggerito nella lettura di oggi.
Grazie ancora per la vicinanza alla nostra Comunità e, ovviamente, l’aspettiamo sempre tra noi tutte le volte che vorrà concederci questo privilegio.

Alcune foto di Sante Crepaldi

Il cammino della Quaresima 

A livello Vicariale vengono proposte le
Stazioni Quaresimali

Martedì 8 marzo
ore 21,00 a Loreo
.
“Ascolta Israele: l’atteggiamento
dell’ascolto nella Parola di Dio”
Vescovo emerito Adriano Tessarollo.

*****

Martedì 22 marzo
ore 21,00 a Scalon
“Siate di  quelli che mettono in pratica
la Parola, e non ascoltatori soltanto,
illudendo voi stessi”
Vescovo Giampaolo Dianin.

*****

Martedì 5 aprile
ore 21,00 a Rosolina Mare

“Chiamati alla pienezza dell’Amore”
preparazione alla celebrazione
della Riconciliazione.

 Clarisse

  Domenica sera alle ore 20,30

Ci uniamo all’invocazione della Pace
con i salmi penitenziali secondo
la tradizione della Chiesa.

 *****

Celebrazione dei sacramenti
dell’iniziazione cristiana
 

domenica 8 maggio alle ore 18

*****

Percorso di preparazione
al matrimonio: 

Contarina – San Bartolomeo

Mercoledì 2, 9, 16, 23, 30 marzo ore 20,45
Mercoledì 6 aprile ore 20,45

Quaresima di carità 2022

La risposta all’appello lanciato venerdì scorso da AVSI per gli ucraini in fuga dalla guerra, è stata straordinaria.​ Grazie alla generosità​ di tutti coloro che hanno donato,​ siamo​ già in grado di inviare una prima tranche​ di circa 80.000 euro​ per acquistare beni per il soccorso immediato di rifugiati e sfollati. Ma non possiamo fermarci qui:​ la campagna continua perché il numero di chi ha bisogno cresce. Siamo operativi lungo i confini dell’Ucraina: insieme al nostro partner AVSI​ Polska​ sosteniamo la Caritas locale di Leopoli, città ucraina a pochi chilometri da Cracovia,​ e offriamo​ beni per il primo soccorso;​ insieme a​ FDP in Romania, a​ Corbeanca, stiamo portando scorte di cibo e acqua alle strutture che accolgono i rifugiati. Siamo sul terreno, a servizio delle vittime di una guerra​ così drammatica e vicina da farci paura come mai prima, ma possiamo esserci grazie a voi,​ che​ lo​ rendete possibile​ con le vostre donazioni.

DONA ORA

Per bonifici:
UNICREDIT SPA Fil. Milano Missori, Corso Italia 1 20122 MILANO
C/C FONDAZIONE AVSI  IBAN IT 22 T 02008 01603 000102945081
causale “Emergenza Ucraina”

AVSI, organizzazione non profit, nata nel 1972, realizza progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario in 38 Paesi, inclusa l’Italia. La sua visione: lavorare per un mondo in cui ogni persona sia protagonista dello sviluppo integrale suo e della sua comunità, anche in contesti di emergenza. Nell’ultimo anno ha aiutato quasi 5 milioni di persone in difficoltà di cui 21.412 bambini attraverso il sostegno a distanza.
Per rispondere alla chiamata del Signore che bussa ai nostri cuori, la comunità parrocchiale di Scalon e l’Oratorio Salesiano San Giusto, assieme alle Parrocchie di Porto Viro, invitano a pregare per la pace e a contribuire alla raccolta di viveri e beni di prima necessità per l’emergenza in Ucraina.
I beni saranno raccolti presso l’Oratorio salesiano, o presso la propria parrocchia, da mercoledì 2 marzo sino a sabato 12 marzo.

Prodotti alimentari a lunga conservazione:

Omogeneizzati, latte in polvere per bambini, pasta, riso, minestre liofilizzate in busta, Tonno, carne in scatola, biscotti, cioccolato, dolci confezionati, frutta secca, barrette energetiche, Tè in bustine, caffè solubile.

Medicinali e dispositivi medici:

Farmaci per fermare il sangue, antiemorragici (tipo Tranex),  antidolorifici, medicinali per il primo soccorso, farmaci per la chirurgia, garze, bendaggi, siringhe.

Altro:

Pannolini per bambini di varie misure, pannoloni per adulti e anziani, assorbenti intimi, salviette umide, sapone, shampoo, Dentifricio, spazzolini.

In linea con le indicazioni date dalla Caritas nazionale, anche la nostra Caritas diocesana non farà raccolte di generi alimentari o di medicinali o altro, ma solo raccolta di fondi, e può essere utilizzato  il seguente IBAN CARITAS – DIOCESI DI CHIOGGIA          IT23 U087 2820 9010 0000 0034 828 causale EUROPA/UCRAINA.
In accordo con il vescovo, la Caritas diocesana si sta organizzando soprattutto per individuare le reali possibilità di accoglienza di profughi in collaborazione con le Prefetture.
Sentiamoci liberi di sostenere, secondo la propria sensibilità, quelle iniziative di aiuto e di sostegno di cui veniamo a conoscenza e che riteniamo sicure.

Le false suggestioni del male

La Genesi racconta la tentazione che determinò la caduta dei nostri progenitori, all’inizio dei vangeli abbiamo una storia di tentazione che annuncia la vittoria di Cristo, nuovo Adamo. Gesù esce vincitore laddove il primo Adamo aveva fallito. Queste pagine sono state scritte per noi, perché anche noi siamo continuamente sottoposti alla tentazione e alle sollecitazioni del male si può resistere (Gesù), ma anche cedere (Adamo). Gesù, all’inizio del tempo di Quaresima, ci viene proposto come modello da imitare e seguire. Spinto dallo Spirito nel deserto quaresimale, anche il cristiano – come Gesù – impara a vivere del pane della Parola e a smascherare gli idoli che lungo il cammino tentano di sedurlo.
Le tentazioni di Gesù: «l’avere, il potere, il successo», sono anche le nostre le tentazioni. È facile illudersi che i problemi della vita siano superabili con la sicurezza economica. È facile cadere nella tentazione di affidare la vita alla propria capacità organizzativa. È facile essere tentati dalla ricerca del successo, dal desiderio di farsi battere le mani, di suscitare interesse e attenzione. Tutte queste cose hanno certamente un senso e una precisa utilità, ma sono anche un’arma a doppio taglio, cioè possono essere «strumenti» o, al contrario, diventare «idoli». Contro la tentazione dell’«avere», Gesù ci dona la sua parola di vita; contro la tentazione del «potere», Gesù ci ricorda che unico e solo Signore è Dio, solo a lui l’uomo deve affidare la vita; contro la tentazione del «successo», Gesù si presenta come colui che salvato l’uomo con la semplicità della sua vita terrena: uomo fra gli uomini, fratello e amico di tutti.
Gesù, superando le tentazioni, si presenta modello di fedeltà alla parola di Dio e diventa per noi garanzia di vittoria, perché le sue scelte possono diventare le nostre scelte. Gesù non ci indica solo la strada da percorrere, ma ci sostiene nel cammino e nelle prove della vita. La Quaresima ci offre ancora una volta l’occasione di rinnovare e rendere più ferma e forte la scelta per Dio nella nostra vita di ogni giorno.